Anna Maria Sarra, Soprano con un occhio all’ecologia.

Host Your Art è felice di ospitare Anna Maria, cantante soprano, con un amore per la musica rock e gli animali. Vegetariana, amante sviscerata dei cani e di Harry Potter, ha sempre cantato fin da piccola.

Oggi le abbiamo fatto qualche domanda, ecco le sue risposte:

Benvenuta ad Host Your Art! Ci potresti parlare un po di te, della tua carriera da cantante e del tuo amore per la musica? 

Grazie per il vostro invito! Il mio amore per la musica nasce praticamente con me.

Ho iniziato a cantare nello stesso momento in cui ho cominciato a parlare.Sono nata in una famiglia nella quale la musica era ed è protagonista quotidiana.

Mia mamma insegna pianoforte in conservatorio , mio padre ne è un grande appassionato.

Tra i ricordi più belli della mia infanzia ci sono i risvegli della domenica mattina con la musica di Battisti o di Mina.

L’amore per il canto ed in particolare per l’opera lirica, proviene dai miei nonni. 

Da bambina trascorrevo molto tempo con loro e il pomeriggio, mentre facevo i compiti, mio nonno ascoltava l’opera.

Con loro sono stata la prima volta a teatro: Madama Butterfly al San Carlo di Napoli,  dove, qualche anno dopo, ho avuto il privilegio di cantare in opere come La Boheme, Un ballo in maschera e la vedova allegra.

So che sarebbero stati molto orgogliosi di me.

Quando hai capito che potevi vivere di musica e ti sei completamente dedicata ad essa?

Sin da bambina ho sempre pensato che la musica e l’arte avrebbero fatto parte della mia vita. 

A 19 anni ho pensato di dedicarmi anima e corpo a quella che era la mia passione. Con le prime esperienze di studio, all’ Accademia di Santa Cecilia, e lavorative all’Opera Giocosa di Savona o al teatro Comunale di Bologna, capii che la mia strada era quella. 

Una strada in salita, fatta di successi, di qualche caduta, ma sempre guidata dalla passione e dall’amore per il canto e dal fondamentale sostegno della mia famiglia.

L’esperienza più entusiasmante della tua carriera da cantante ed il momento più difficile?

Il momento più difficile è assolutamente  quello che stiamo vivendo quest’anno. A causa dell’emergenza sanitaria non so quando potrò tornare in scena. Il futuro non è affatto roseo.

Tra le esperienze  più entusiasmanti della mia carriera, per citarne alcune, ci sono sicuramente il Don Pasquale al teatro dell’opera di Firenze, lo scorso 29 febbraio, il Rinaldo in tournée con l’Accademia Bizantina del quale è stato pubblicato il disco a luglio, il Guillaume tell e Un Ballo in maschera al Massimo di Palermo o Die Zauberflöte alla Fenice di Venezia.

Vivere il teatro è stata l’esperienza più bella degli ultimi dodici anni.  Il palcoscenico mi manca immensamente: è come se una parte di me, una parte dominante, al momento fosse in gabbia.

Una esperienza forte e totalizzante, fatta di suoni, persone, adrenalina, luci e profumi.

Pensi che la musica possa aiutare gli esseri umani a ristabilire un rapporto più equilibrato e sostenibile con il pianeta?

La musica, come il teatro, ha un effetto catartico. Può sicuramente aiutarci a ristabilire un rapporto equilibrato con noi stessi e di conseguenza con tutto quello che ci circonda.

La musica è condivisione. È qualcosa che ha senso se fatta con gli altri ed è soprattutto un importante mezzo di comunicazione. 

In questo terribile periodo, quanti di noi hanno sentito la necessità  di unirsi virtualmente ad altre persone attraverso la musica?

Credo la maggiorparte. Ed anche se per pochi minuti, ci siamo sentiti tutti parte di qualcosa di unico.


Ringraziamo Anna Maria per aver accettato la nostra intervista e le facciamo tanti auguri per la sua attività. Per seguirla, potete cliccare questo link.

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