Giulio Pelligra, tenore, definito una delle voci più promettenti della sua generazione

Giulio Pelligra è un tenore, ed è stato definito una delle voci più promettenti ed esaltanti della sua generazione. Appare regolarmente in molte delle più prestigiose Opera House italiane e straniere.

Oggi siamo felici di ospitarlo e farci due chiacchiere.
Quanto segue è ciò che ci ha raccontato, in un’intervista rilasciata ad Host Your Art.

Ciao Giulio, benvenuto a Host Your Art. Tenore, sei stato definito come una delle voci più promettenti ed emozionanti della tua generazione. Ci parleresti un po di te?

Ciao, grazie sono molto onorato del vostro invito. Voglio innanzi tutto complimentarmi per la vostra splendida realtà.

Ho iniziato i miei studi musicali molto giovane all’età di 15 anni ma già da molto piccolo la passione per il canto cresceva in me, ricordo di avere una musi cassetta de I Tre Tenori e ascoltandola sognavo un giorno di poter cantare come loro: finalmente presi la mia prima lezione di canto, ricordo che ero emozionatissimo; la prima domanda che mi fece allora la mia prima insegnante fu “ma tu cosa vuoi fare da grande?” e io senza indugio risposi “il solista” lei sorrise e mi disse “vedremo” ed oggi, a quasi dodici anni di carriera, quando ci incontriamo ricordiamo sempre con affetto questo episodio.

Ho debuttato in un ruolo principale a soli 18 anni nel Barbiere di Siviglia presso il Teatro Nazionale di Malta e da li è iniziata la mia carriera che è stata un susseguirsi di debutti sia in Italia che all’estero.

Durante la tua carriera hai avuto modo di cantare in diversi teatri fuori dal nostro paese. Hai notato differenze nell'approccio della musica lirica all'estero rispetto all'Italia?

Sicuramente in ogni paese dove ho avuto la fortuna e l’onore di esibirmi ho trovato culture e apporci differenti, in ogni paese però l’unico comune denominatore è l’amore per la musica compresa la mia bella Italia, sono sempre stato accolto benissimo e ho potuto toccare con mano il grande amore e la dedizione di chi ha la fortuna di fare questo magnifico lavoro. 

 Colgo l’occasione per dire una cosa importante: di Arte si vive. Una delle cose che m ha emozionato maggiormente quando ho cantato in Giappone è stata vedere l’emozione nel pubblico nipponico, il grandissimo amore per l’opera italiana e la compostezza nell’attendere con fervore di poter conoscere gli artisti per complimentarsi e ricevere un autografo. 

Devo dire che cerco sempre di instaurare un ottimo rapporto con il pubblico dalla scena perché penso sia fondamentale per un artista trasmettere emozioni e farle vivere al pubblico che viene in teatro.

Raccontaci qualche aneddoto, fatto bizzarro o anche imbarazzante che ti è capitato sul palcoscenico!

Quando hai la possibilità di condividere la scena con colleghi simpatici, di aneddoti divertenti ce ne sono parecchi. 

Uno dei più bizzarri è stato durante una recita di Traviata perché con la collega che cantava Violetta evitavamo di incrociare lo sguardo altrimenti avremmo riso e non cantato durante il primo atto perché uno degli altri interpreti cantava la sua parte esibendosi in un balletto molto buffo e scoordinato che non faceva parte della regia che avevamo montato. 

Trovandoci sorpresi da questa performance abbiamo iniziato a ridere e abbiamo cantato tutto il duetto d’amore ai due lati opposti del palcoscenico.

Pensi che la musica possa aiutare gli esseri umani a ristabilire un rapporto più equilibrato e sostenibile con il pianeta?

Sicuramente sì, penso che la musica possa nobilitare l’anima. Solo chi ha un animo nobile può comprendere il bisogno che c’è, soprattutto oggi, di prendersi cura di questo meraviglioso mondo in cui viviamo. 

La musica è sicuramente un tramite molto forte che tocca parti del nostro cervello anche irrazionali che, grazie ad essa, creano un ponte immaginario tra il sé e ciò che lo circonda. 

Tutto nel mondo è musica, anche i rumori, ne siamo circondati: il fruscio delle foglie, le particelle che vediamo in un raggio di sole, la pioggia… penso che la musica possa essere il leitmotiv che lega ogni elemento.

Host Your Art ringrazia tantissimo Giulio per aver partecipato all’intervista. Vi invitiamo a seguirlo nella sua carriera sui social media, riportati di seguito.

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